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Monocromo
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Un'immagine mweqmonocromaticacite-ref-1[1] è composta da un colore (o mwfgtoni di un colore).cite-ref-2[2] Il termine mwgwmwhamonocromo viene dal mwhqin greco antico μονόχρωμος?, monochromos (" un solo colore").
Un oggetto mwhwmonocromatico o un'immagine riflettono i colori in sfumature di un numero limitato di mwiacolori o mwiqtonalità. Le immagini che utilizzano solo sfumature di grigio (con o senza bianco e nero) vengono chiamate mwigscale di grigio o mwiwbianco e nero. Ad ogni modo, scientificamente parlando, per "mwjaluce monocromatica" ci si riferisce alla luce visibile di una banda stretta di lunghezze d'onda (vedi mwjqcolore spettrale).
Contents
• Note
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Applicazione
Riferendosi ad un'mwkqimmagine, il termine monocromo viene in genere interpretato come bianco e nero o come mwkgscala di grigi, ma può anche essere usato per altre combinazioni contenenti solo toni di un singolo colore, come ad esempio verde-bianco o verde-rosso. Può anche riferirsi al mwkwseppia che visualizza toni da marrone chiaro al marrone scuro, o mwlacianotipia ("blueprint"), ed alcuni dei primi metodi fotografici come i mwlqdagherrotipi, mwlgambrotipi, e mwlwferrotipi, ognuno dei quali può essere utilizzato per produrre immagini monocromatiche.
Nel mondo dei computer, il monocromo ha due significati:
• Può significare avere solo un colore che può essere sia acceso che spento (anche conosciuto come mwmwImmagine binaria),
• Permettere sfumature di quel colore.
Un mwngcomputer display monocromatico è in grado di visualizzare un singolo colore, spesso verde, mwnwambra, rosso o bianco, e spesso anche sfumature di questi.
Nella fotografia cinematografica, il monocromo è tipicamente in uso nei film in bianco e nero. Originariamente, tutta la fotografia veniva fatta mwoqin monocromo. Sebbene la fotografia a colori fosse possibile anche nella fine del XIX secolo, le pellicole a colori facilmente utilizzabili, come la mwogKodachrome, non erano disponibili fino alla metà degli anni '30.
Nella mwpafotografia digitale, il monoscromo è la cattura delle sfumature di nero dal sensore, o monochrome is the capture of only shades of black by the sensor, o dalla post-elaborazione di un colore dell'immagine per presentare solo la luminosità percepita combinando i valori di canali multipli (di solito rosso, blu e verde). La ponderazione dei singoli canali può essere selezionata per ottenere un effetto artistico desiderato; se viene selezionato solo il canale rosso, l'effetto sarebbe simile a quello ottenuto dall'applicazione di un filtro rosso. Se il filtro rosso viene eliminato, e quelli blu e rosso vengono combinati, l'effetto sarebbe simile a quello ottenuto dall'applicazione di un filtro color ciano. La selezione della ponderazione consente quindi una vasta gamma di espressioni artistiche nell'immagine monocromatica finale.
In fisica
In fisica, la luce monocromatica è una mwpwradiazione elettromagnetica di una singola frequenza. Nel senso fisico, nessuna sorgente di radiazione elettromagnetica è puramente monocromatica, dato che richiederebbe un'onda di durata infinita come conseguenza della mwqaTrasformata di Fourier. Anche ogni sorgente controllata, come i mwqqlaser, opera in una gamma di frequenze (conosciuta come mwqglinea spettrale). In pratica, la luce filtrata, la luce separata dal mwqwreticolo di diffrazione e la luce laser sono tutti denominati abitualmente monocromatici. Spesso le sorgenti luminose possono essere confrontate ed una può essere etichettata come "più monocromatica". Un dispositivo che isola una banda stretta di frequenze da una sorgente a larghezza di banda più ampia è chiamato mwramonocromatore.
Nell'arte
La tecniche del monocromo si diffusero fra le avanguardie del dopoguerra, da mwsaYves Klein alla mwsqMinimal Artcite-ref-3[3], segnando un progressivo allontanamento dell'arte dall'mwtgimitazione della verità sensibile.
mwuaPiero Manzoni identificò il monocromo di Klein con lmwuq'mwugachrome, vale a dire l'assenza di rapporti fra colori differenti con la totale assenza di qualsiasi colore, che vale «al di fuori di ogni fenomeno pittorico, di ogni intervento estraneo al valore di superficie»: «una superficie integralmente bianca (anzi integralmente incolore, neutra)» vale in quanto «essere (e essere totale è puro divenire)», e in quanto Assoluto, idealmente indiviso e immortale.cite-ref-4[4]
Note
cite-note-11. ↑ From the mwxqin mwxggreco anticomwxw mwyaμονόχρωμοςmwyqmwyg? – monochromos “having one color”.
cite-note-22. ↑ mwzwmwaamwaqMonochrome | Definition of Monochrome by Merriam-Webster.
cite-note-33. ↑ mwbqCarlo Franza, mwbgmwbwL'artista Franco Marrocco, direttore dell'Accademia di Brera, ritaglia il suo Concerto da Camera nella Villa Reale di Monza., su mwcablog.ilgiornale.it, 29 settembre 2018.
cite-note-44. ↑ mwdaAlessandro Azzoni, mwdqmwdgLe forme del bianco, su mwdwgalleriaincontro.it, 10 ottobre 2015. mweaURL consultato il 18 settembre 2019 mweq(mwegarchiviato il 18 settembre 2019).
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su monocromo
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) monochrome, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwhwLaura Cherubini e Andrea Viliani, La pittura è una storia italiana”. Prima che la pittura ritorni: 1959-1979., su flash---art.it, 29 aprile 2019. URL consultato il 18 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2019).